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Museo della Battaglia di Ortona

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA Collocato al primo piano del complesso di Sant’Anna, il Museo della Battaglia di Ortona documenta gli eventi bellici che nel 1943 portarono alla quasi totale distruzione della città, dalla quale partiva la linea Gustav fino a Cassino e al Tirreno.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Collocato al primo piano del complesso di Sant’Anna, il Museo della Battaglia di Ortona documenta gli eventi bellici che nel 1943 portarono alla quasi totale distruzione della città, dalla quale partiva la linea Gustav fino a Cassino e al Tirreno. È strutturato in sezioni nelle quali si rintraccia la storia della comunità e del territorio fino all’immediato dopoguerra con immagini, video e plastici illustrativi, con circa mille reperti esposti. Fornito di una ricca collezione documentaria, il museo è dotato di una “Banca della Memoria” in formato digitale composta dalle narrazioni di testimoni diretti e consultabile su richiesta. Ospita periodicamente mostre a tematica storica e sociale. Al suo interno, inoltre, ha una sala multimediale per incontri e proiezioni di documentazione storica.

MUBA – The Battle of Ortona Museum

The museum, located on the first floor of the Sant’Anna group of buildings, documents the battle of 1943 which very nearly destroyed the town, sitting as it does at the beginning of the Gustav Line which runs to Cassino and the Tyrrhenian sea. The museum is split into separate galleries which use photographs, videos and scale models to set out the history of the town and surrounding area up until the immediate post-war period. There are around 1000 artefacts on display. The archives are incredibly rich and include a digital memory bank featuring the personal stories of those directly involved in the war. It can be consulted on request.  Exhibitions with a historical or social theme are held on a regular basis. The museum also has an audiovisual theatre for lectures and the screening of historical films. 


Il Museo nel tempo sta modificando e ampliando alcune linee di ricerca e progressivamente sta considerando, oltre alle vicende militari, anche gli aspetti legati ai civili e alle loro vicende, fondamentali ad un ampliamento della ricostruzione storica.

Nel corso degli anni si sono consolidati i rapporti con i reduci delle nazioni coinvolte nel conflitto. Particolarmente stretto il rapporto con i canadesi e l’Ambasciata del Canada ma anche con il Museo Nazionale di Stalingrado.

LA BATTAGLIA DI ORTONA

I primi tedeschi giungono ad Ortona il giorno dopo che il Re ed i principali esponenti del governo, imbarcatisi sulla corvetta “Baionetta”, sono fuggiti verso Brindisi. E’ il 10 settembre 1943 ed i militari della Wehrmacht iniziano a cercare i punti strategici da dove organizzare la difesa della città, mentre i genieri minano i moli del porto per farli saltare in aria, rendendoli inutilizzabili alle truppe alleate che si avvicinano da sud.
Con l’arrivo dell’inverno le operazioni militari degli Alleati risentono delle difficoltà apportate dal clima su un terreno difficile, dove i fiumi sono in piena ed i campi completamente allagati ed intransitabili ai mezzi meccanizzati. Il guado del fiume Moro, vicino Ortona, avviene tra mille difficoltà: piove a dirotto da giorni ed il corso d’acqua è gonfio e impetuoso.
L’8 dicembre finalmente il fiume viene attraversato e le truppe canadesi raggiungono il centro di Rogatti. Il giorno dopo cade anche San Leonardo e le forze di Vokes si dirigono verso Ortona, prima della quale devono però superare un crocevia detto “Cider”, posto a cavallo della statale Maruccina. E’ uno snodo di grande importanza, perchè da lì si può arrivare facilmente in città; tutto avviene facilmente e senza incontrare resistenza da parte tedesca, ma si tratta di un tragico errore, in realtà hanno raggiunto solo uno dei tanti crocicchi posti lungo il percorso della statale. Il generale Vokes decide di cambiare strategia e di puntare su una strada laterale che costeggia un fabbricato colonico, Casa Berardi, distante dal “Cider” solo 1200 metri. L’obiettivo viene conquistato dopo un sanguinoso combattimento: ora tocca ad Ortona.

Le formazioni del reggimento Loyal Edmonton proseguono senza ostacoli fino alle porte della città, incontrando solo una sporadica quanto debole resistenza tedesca. La compagnia “C” dei Seaforth ingaggia un duro combattimento nella zona sud-est della città nel tentativo di liberare la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e la sera stessa le prime pattuglie canadesi puntano verso il corso Vittorio Emanuele.
A questo punto appare in tutta la sua evidenza la micidiale tattica tedesca: tutte la case sono state minate ed i paracadutisti resistono in alcuni punti chiave in modo da “incanalare” le forze canadesi lungo il corso principale della città; il compito dei soldati canadesi è quello di aprirsi un varco casa per casa.
Solo il 28 dicembre le truppe della 1ª divisione del generale Vokes, riescono ad avere ragione dei tedeschi i quali iniziano a ripiegare verso l’area del castello, lasciando la città nelle mani dei canadesi.

Ortona è un cumulo di macerie, l’80% del suo territorio è stato distrutto.

La città, per la resistenza mostrata durante quel periodo, e per le sue 1314 vittime civili, ha ricevuto la medaglia d’oro al valor civile.

English version


COLLABORAZIONI

Il Museo della Battaglia (Comune di Ortona) ha sottoscritto un Memorandum of Understanding con l’ International Bomber Command Centre (IBCC) della University of Lincoln.

Due esperienze museali che, a partire da eventi  differenti del Secondo Conflitto Mondiale, hanno avviato una fase preliminare di collaborazione scientifica e museografica alla quale l’accordo ufficiale dà una veste istituzionale per scambi di studi, di programmi comuni, reciproche promozioni internazionali.  L’ IBCC nasce per documentare e portare a memoria i bombardamenti  effettuati, prevalentemente dalla RAF, sull’intero scenario europeo del conflitto, e ultimamente ha inserito come contenuti centrali del museo la documentazione delle memorie civili della popolazione, utilizzando una strategia digitale di forte innovazione sia per l’acquisizione della documentazione che per la resa museografica.  Il protocollo d’intesa prevede, inoltre, scambi di visite ed un arricchimento della documentazione storica grazie anche alla competenza della Lincoln, e la costituzione condivisa di una rete di raccolta dati e di testimonianze civili e militari che verranno messe a disposizione nei due musei.


APPROFONDIMENTI

Scarica il depliant informativo sul museo

Scarica la piantina della città con i luoghi della battaglia di Ortona

Ultimo aggiornamento

21 Settembre 2021, 16:31